La lezione che un gatto di ceramica mi ha insegnato sul panico

Gatto di ceramica grigio per articolo sugli attacchi di panico - Psicoterapia Breve Strategica Rimini

Una delle tecniche più note della Terapia Breve Strategica, nonché manovra di elezione per la cura degli attacchi di panico, è la cosiddetta “peggiore fantasia”.

Sviluppata da Giorgio Nardone, la “peggiore fantasia” consiste nell’evocare volontariamente, all’interno di uno spazio e un tempo predefiniti, le scene più terrificanti relative a una situazione temuta. L’effetto è paradossale: più si cerca di evocare la paura, più ci si accorge che la paura si riduce.

La peggiore fantasia nasce dalla saggezza stoica della “premeditatio malorum”: l’anticipazione delle tragedie future per essere in grado di gestirle nel momento in cui arriveranno.
Ma è anche un esercizio che spesso anche i bambini si ritrovano a escogitare da soli, ovviamente in maniera inconsapevole e senza che nessuno glielo abbia insegnato.
Oggi vi voglio raccontare proprio un aneddoto della mia infanzia, perché credo che spieghi in maniera facile il senso della “peggiore fantasia” a chiunque soffra di panico e voglia capire la logica necessaria per uscirne.

Nel soggiorno a casa dei miei genitori c’era la statuetta di un gatto che quando ero bambina mi terrorizzava: grigio con degli occhi gialli demoniaci (sì, è quello della foto)!
La paura mi perseguitava: di giorno, quando dovevo passarci a fianco per salire le scale, e di notte, quando mi attaccava… negli incubi più spaventosi che abbia mai fatto (e che, ad essere onesta, ogni tanto faccio ancora)!

Quel gatto era talmente inquietante che mi aveva costretta a elaborare un sistema di difesa, che ho perfezionato nel tempo: quando la sera mi mettevo a letto, immaginavo che nella notte il gatto prendesse vita e salisse le scale, per entrare in camera mia e saltarmi addosso.

Lo immaginavo fare degli urli strazianti, saltarmi addosso graffiandomi, rincorrendomi con quei movimenti irrealistici tipici dei film horror…

A quel punto come potevo salvarmi?

All’inizio cercavo di coprirmi bene sotto le coperte: soprattutto i piedi, ma anche le altre parti del corpo, per fare in modo che non mi trovasse.
Però non funzionava, perché da sotto le coperte ero più vulnerabile agli attacchi, dato che non vedevo se fosse arrivato, o peggio se stesse per attaccarmi.

Allora mi costruivo uno scudo con i miei peluches e coi cuscini, ma il problema restava lo stesso, e la dittatura del gatto continuava.

Poi una sera, prima di addormentarmi, cominciai spontaneamente a fantasticare e a inventare una piccola storia che aveva come protagonista proprio il famigerato gatto. Una storia del terrore (forse non è un caso se oggi sono appassionata di film horror!), in cui il gatto arrivava fluttuando, e saltava sul letto graffiandomi e mordendomi come se avesse la rabbia.

Mi ci immergevo in un esercizio del terrore, immaginando le scene più terrificanti.

Sembrerebbe una tortura auto-inflitta, eppure giorno dopo giorno la fantasia cominciava a perdere la sua carica emotiva, e agguato dopo agguato diventava quasi noiosa. Le imboscate feline diventavano prevedibili e quasi ridicole. A un certo punto, il gatto non riusciva più nemmeno a prendere vita, e tornava a essere una statua inanimata e assolutamente innocua – anche quando gli urlavo contro per sfidarlo ad attaccarmi!

Quella “tecnica” fu uno dei miei primi successi nel gestire la paura: esasperandola, sfidandola e guardandola in faccia fino a farla crollare su se stessa.

In realtà, quel gatto grigio può avere nomi diversi: può chiamarsi tachicardia, paura di perdere il controllo o terrore di stare da soli. La logica per sconfiggerlo, però, resta la stessa.
La peggiore fantasia può essere sperimentata da chiunque debba affrontare a una situazione temuta, ma mi preme sottolineare l’importanza di una guida professionale nel momento in cui entri in gioco una psicopatologia di ansia o panico vera e propria!

Se hai il dubbio che lo sia, puoi contattarmi per parlarne insieme, ovviamente senza impegno. Sarò felice di darti informazioni utili in più, ed eventualmente di lavorarci insieme nel mio studio a Rimini.

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